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La cappella di San Gennaro ad carceres, presente nel settore N/O dell’Anfiteatro Flavio di Puteoli, e ricavato all’interno di due fornici, è localizzato in una sorta di sacello, adibito nella tradizione religiosa del ‘600 a luogo di culto. Fu denominata così perché rappresentò un luogo di detenzione per il Santo, condannato ad belvas secondo un filone culturale e d’arte figurativa nell’Anfiteatro puteolano, in seguito alla persecuzione dei cristiani operata da Diocleziano.

Come arredo pertinenziale di uno dei due fornici adibito a sagrestia è presente un gruppo scultoreo in terracotta modellata ritraente i Santi Gennaro e Procolo stretti in paterno abbraccio, posizionato al sopra di un altare che, dalle fonti archivistiche e da quelle fotografiche storiche, pare sia costruito in pietra trachitica locale e ricoperto da una predella in terracotta centrata da un cartiglio.

Il cd. sacello è ubicato in una zona dell’Anfiteatro, attualmente interdetta, e che insieme con il gruppo scultoreo versano in uno stato di vulnerabilità diffusa con un elevato degrado delle strutture e della coesione e compattezza.

L’accordo di collaborazione tra il Parco archeologico dei Campi Flegrei e CRACS ha lo scopo di ottenere quante più informazioni possibili sul cd. Sacello di San Gennaro ad carceres attraverso approfondimenti diagnostico-conoscitivi con approccio multidisciplinare allo studio dei materiali.

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